L’idea iniziale era quella di dar concretezza a quanto sperato da Papa Francesco nel discorso tenuto alla festa della Divina Misericordia lo scorso aprile, ovvero di costruire in ogni diocesi opere di misericordia viventi. In seguito alla calamità che ha colpito il centro Italia si è invece ritenuto che il progetto di beneficenza pensato per l’Africa potesse, come un grande abbraccio, estendersi anche al nostro paese.

L’evento è definito “progetto” dallo stesso cantautore, poiché ha l’ambizione di non essere un unico appuntamento ma di proseguire nel tempo. Lo spettacolo si terrà in Vaticano nell’Aula Paolo VI. Sarà un concerto speciale, come specifica l’artista romano in una nota su Facebook, speciale in “contenuti e motivazioni; prospettive e significati”, scrive. Il titolo che dà nome al progetto, “Avrai”, è un chiaro riferimento alla celebre canzone scritta da Baglioni nel 1982 in occasione della nascita di suo figlio Giovanni e vuole essere così un benvenuto per tutti coloro che vengono al mondo.

L’idea di “Avrai” si muove sulla stessa scia emotiva che spinse Baglioni ad affrontare, più di dieci anni fa, un cammino sui temi della migrazione, dell’integrazione e ad affermare che “Nessun uomo è un isola”, espressione, questa, divenuta vessillo di “O’ Scià”, la manifestazione musicale che dal 2003 al 2012 ha sensibilizzato le coscienze direttamente dall’isola di Lampedusa.

Papa Francesco sostiene Progetto Avrai

Il 17 dicembre non è solo la data d’appuntamento del concerto ma anche dell’ottantesimo compleanno di Papa Francesco, sostenitore dell’iniziativa e coinvolto sia nel dolore delle zone interessate dal terremoto, questo ottobre ha incontrando a sorpresa gli abitanti di Amatrice e dintorni dedicando loro incoraggianti parole; sia nelle costanti disgrazie che colpiscono tanta parte dell’Africa, quest’anno il Santo Padre proprio in Bangui ha aperto il Giubileo della Misericordia.

L’allestimento di Progetto Avrai

Claudio Baglioni, nel ringraziare “tutti coloro che nell’apertura d’un portafogli hanno voluto aprire il cuore”, già inizia ad indagare la sua fantasia progettando spazi, scene, luci, suoni, parole, per poter raccontare al meglio, in quella serata di dicembre, una storia che coinvolge e deve coinvolgere tutti.